Luca Bellaccini nasce a Siena nel 1961, dove vive e lavora come Restauratore di Beni Culturali. Inizia a dipingere in giovane età guidato dalla stessa passione che il padre nutriva per la pittura.
Dopo gli studi superiori, frequenta corsi di incisione, pittura e disegno con l’artista Matthew Spender, integrando queste esperienze, con quelle di studio e tirocinio per il restauro di dipinti antichi.
Nel 1986 entra a far parte dell’equipe fiorentina di restauro “Gavazzi-Del Serra”, partecipando agli interventi su alcuni dei maggiori capolavori dell’arte murale antica.
Successivamente dà vita ad una propria impresa di Restauro e Conservazione di Beni Culturali, attualmente impegnata in numerosi lavori per Soprintendenze, Fondazioni, Enti pubblici e privati.
“ La tradizione artistica dell’artista-restauratore, ha precedenti illustri e significativi nella storia di questa professionalità così importante per le sorti della conservazione del patrimonio culturale del nostro paese.
Basti ricordare due esempi di grandissima rilevanza e indubbia notorietà, evocati tra le figure più significative tra coloro che hanno avuto un ruolo particolare negl’interventi che hanno permesso il restauro e la successiva valorizzazione di opere d’arte, realizzati anche attraverso la loro particolare personalità di pittori.
Nell’Ottocento, Gaetano Bianchi, che restituì agli affreschi di Giotto in Santa Croce di Firenze , che ne ridonò compiuta godibilità.
Nel secolo appena trascorso, Lionetto Tintori, instancabile operatore anche in periodi calamitosi come il secondo dopoguerra e il dopo alluvione fiorentino.
Luca Bellaccini, restauratore senese, s’inseriscesi dunque nel novero di queste insigni personalità attive sia nel campo dell’arte che in quello del restauro.
Nato in terra – quella di Siena – che della tradizione artistica ha uno dei suoi vertici d’interesse di livello internazionale, può enumerare al suo attivo, ormai, una serie davvero cospicua di lavori nel campo del recupero conservativo delle opere d’arte, ma può anche vantare una particolare sensibilità personale di espressione formale.
Come accade, le caratteristiche ambientali del luogo dove vive e opera, lasciano tracce nella sua pittura e nella scelta dei suoi soggetti, aiutato in questo nella scelta del “medium”, la materia.
Confermata da Luca Bellaccini, la forte tradizione ( così radicata nel nostro paese) dell’artista –restauratore mostra ancora la sua validità,in un periodo come l’odierno, dove la specializzazione tecnologica tende a fare obliterare la passione per la materia stessa dell’arte e ridurre l’intervento di conservazione del patrimonio artistico a sequenziali operazioni programmate e programmatiche. Luca Bellaccini, con la sua esperienza di restauratore e la su sensibilità d’artista, ci riporta a un approccio più umano e creativo con l’opera d’arte, e ci conforta proprio in questa sua particolare sensibilità, che gli permette di avvicinarsi alla realizzazione artistica con strumenti più adeguati alla comprensione dell’oggetto del proprio intervento.”
(Bruno Santi )


