Roberto Barzanti; Susanna Bruni ;Antonio Zazzeroni; Marco Ciampolini; Alessandro Bagnoli; Bruno Santi; Antonio Paghi; Anna Maria Guiducci ; Roberto Guerrini.

Luca Quattrocchi:

.....Non rappresentazioni della realtà ma brani di realtà in cui la forma è subordinata alla materia,

i lavori di Bellaccini sono indubbiamente eredi della grande tradizione dell’Informale

 

Rauschenberg. Ma se nell’Informale “classico” vi è l’uso di una materia non pittorica, prelevata da una

realtà oggettuale estranea alla tradizione e alla tecnica artistiche, in Bellaccini un rimando circolare

all’interno del “mestiere” carica di valenze multiple il suo operare: spesso infatti le materie dei suoi lavori

sono la sabbia di fiume utilizzata nel restauro delle pareti dipinte, brandelli di tele antiche, frammenti

di intonaci di affreschi, lacerti e reperti di un passato che vengono reimmessi in un ciclo vitale nuovissimo

ma al tempo stesso coerente con la loro natura. In questa inedita alleanza di materie “malate”

e sostanze “curative” vive un’estetica del materiale negletto, abbandonato, inservibile; si attua una sorta

di redenzione della materia simile al procedimento creativo di Gaudí, ma che in Bellaccini assume una

valenza tutta laica e civica, senza implicazioni ultraterrene, all’insegna di una manualità artigiana

paziente e “antica” che ancora una volta lo avvicina all’amato Burri.......